Questo sito utilizza cookies per gestire autenticazione, navigazione ed altre funzioni; confermando si accetta che i cookies vengano installati sul suo dispositivo di navigazione

The tiger, the parrot and the holy frog

Codice: CNDL 23689

Prezzo: 12,00 euro + spese di spedizione

€12,00
Quantità:

Disponibile anche su iTunes

Multietnici, elettronici, psichedelici, i Baba Yoga continuano a stupire. Al loro quarto album ci trasportano in una giungla mistica e selvaggia, dove la Tigre, il Pappagallo e la Rana Santa formano una trinità divina: suoni alieni, ritmi tribali e un tripudio di voci - assieme a un ciclo pittorico dell’artista Ale Sordi - ci trasportano in un clima surreale e coinvolgente, dove tutte le carte si rimescolano in una continua metamorfosi di stili e atmosfere. Qui si dimostra paradossalmente come si possa essere funky e “techno” con un semplice tamburello, caldi e avvolgenti con la tecnologia più spinta, esotici e “primitivisti” con strumenti tipici del rock e del jazz come la chitarra elettrica o il sassofono. Baba Yoga ama i paradossi.

E Baba Yoga non rinuncia, come negli album precedenti, a coltivare anche i territori del pop: la track 6, Emanation, con la voce di Caterina Genta, piacerà a chi coltiva passioni che, dai Pink Floyd ai Massive Attack, si rinnovano continuamente nella storia del rock. Scherzosamente, i membri del gruppo chiamano Emanation «il primo esempio di pop neoplatonico»: ma la canzone sarebbe perfetta per qualsiasi circuito radiofonico “indie-pop”. E, a proposito di voci, il “tour de force” della conclusiva Trinity vede in azione lo straordinario griot senegalese Badara Seck (già al fianco di Andreas Vollenweider, e oggi prodotto da Mauro Pagani) nell’evocazione di un’Africa ancestrale e futurista al tempo stesso.

Fra sintetizzatori, campionamenti e loops, Gianfranco Salvatore e Danilo Cherni, i leader del gruppo, tessono una trama pulsante sotto gli interventi delle voci e degli strumenti di Lutte Berg (lo straordinario chitarrista calabro-svedese attualmente al lavoro per l’etichetta di John Zorn) e di Daniele Tittarelli, compagno di strada di Enrico Rava e di Roberto Gatto, considerato dalla critica l’astro nascente del sassofono in Italia.

Costruire universi sonori è sempre stata la specialità di Baba Yoga, una band che ha saputo rinnovarsi, da un disco all’altro, sui sentieri del pop e dell’ambient, del Mediterraneo e dell’Oriente, dell’audacia quasi jazzistica e dell’elettronica più spinta. I brani di Baba vi trascinano bruscamente dal sogno più ipnotico all’eccitazione più danzereccia, dall’estasi alla trance, in un caleidoscopio di colori ed emozioni. Un album da ascoltare tutto di fila per entrare in un universo parallelo, che specialmente in cuffia offre un’esperienza sonora senza termini di paragone con nessuno degli stili musicali di oggi, ma che nei brani più animati (si ascolti anche la track 3, Incarnation) non ha nulla da invidiare alla frenesia sensuale del più scatenato “dancefloor”.

1) In the beginning

2) The tiger

3) Incarnation

4) The parrot

5) The jungle speech

6) Emanation

7) The frog

8) Trinity

Copyright © 2015 Look Studio Srl | P. IVA 01672401005 | All rights reserved. | Privacy Policy
Realizzato da StolziWeb