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Zarbing

Codice: LFDL 19401

Prezzo: 9,00 euro + spese di spedizione

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La Persia antica, sospesa fra mito e storia, e quella di oggi, piena di memorie di inquietudini, da millenni suonano e cantano su due antichi tamburi che ne hanno scritto la storia musicale: zarb e daf, entrambi risalenti all'epoca pre-islamica. Scolpito in un tronco di noce, lo zarb detto anche tonbak, ha la forma di un grande calice su cui si tende una pelle di capra vecchia, la migliore. Il daf è invece un tamburo a cornice: una pelle di capra o di daino tesa su un cerchio di legno di salice.

Marius Schneider ha scritto che il tamburo è «la madre di tutte le cose» e «la sua parola è il ponte fra il cielo e la terra». Ma il tamburo è anche «un mezzo di trasmissione e di trasporto», un veicolo a bordo del quale pensieri e anime salgono per volare, o per scendere nel cuore della madre terra.

Questa idea è il filo conduttore di questo disco che si presenta come un lavoro unitario, articolato in quattro episodi nei quali si racconta l'incontro fra la tecnologia elettronica e l'uomo degli antichi tamburi, Mahamad Ghavi-Helm, persiano e maestro di percussioni: un accostamento che se in superficie può sembrare un omaggio al gusto singolare di abbinare opposti, si rivela invece come occasione per penetrare, schiudere le porte di quella realtà che il tamburo racchiude e che noi - noi occidentali soprattutto - abbiamo uno spasmodico bisogno di ritrovare e rivivere. Perché nel tamburo è la natura stessa che parla, quella natura che la nostra civiltà musicale ha via via emarginato e che invece resta saldissima protagonista delle grandi musiche di tradizione orale, come quella persiana appunto.

In musica, l'elettronica, se per un verso ha segnato il definitivo trionfo dell'artificiale, offre però in prospettiva una preziosa contropartita che è proprio la riscoperta della natura, un nuovo approccio ad essa, per via tecnologica.

L'elettronica ci consente non più solo di avvicinare l'orecchio, ma di entrare nel corpo stesso del suono, di sentirlo da dentro, ascoltandone e decifrandone i segreti e le storie fantastiche racchiuse. Lo zarb con la sua voce profonda ma anche lieve, il daf coi suoi mille piccoli anelli che ne impreziosiscono il timbro, la stessa voce intensa ed evocativa di Mahamad Ghavi-Helm sono una sorgente di suoni che nessun artificio saprebbe inventare così ricchi, affascinanti, intrisi di mille essenze millenarie.

È da qualche anno che i quattro di Edison Studio, Luigi Ceccarelli, Alessandro Cipriani, Mauro Cardi e Fabio Cifariello Ciardi hanno scoperto i tamburi di Mahamad Ghavi-Helm rimanendone stregati. Questo viaggio fantasmagorico in quattro tappe rappresenta altrettanti modi di ricercare un amalgama poetico fra suoni elettronici e performance dal vivo.

Giordano Montecchi

 

1) De Zarb à Daf (L. Ceccarelli) 17'44" ascolto.gif (68 byte)
for zarb, daf and electronics

2) Bi Ma (Devoid of Self) (A. Cipriani) 15'28" ascolto.gif (68 byte)
for metal percussion, daf, voice and electronics

3) Altri Passaggi (F. Cifariello Ciardi) 14'31" ascolto.gif (68 byte)
for two zarbs, two dafs and electronics

4) Alba (M. Cardi) 10'51" ascolto.gif (68 byte)
for zarb and electronics


Edison Studio: electronics

Mahammad Ghavi Helm: zarb, daf, voice and metal percussion


Recorded at Edison Studio

Mastered by Fabrizio de Carolis at Reference Mastering Studio, Rome

 

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