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Logorythms

Codice: LFDL 16304

Prezzo: 9,00 euro + spese di spedizione

€9,00
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Disponibile anche su iTunes

 

John B. Arnold – “nipote d’arte” (suo nonno è il grande Hoagy Carmichael, autore di standard come “Stardust”, “Georgia On My Mind”, “Skylark”) e vulcanico drummer newyorchese oggi di stanza a Roma, che può vantare un elenco impressionante di collaborazioni prestigiose, in Italia e all’estero (con Chet Baker, Barney Kessel, Lee Konitz, Massimo Urbani, Enrico Pieranunzi, Maurizio Giammarco, John Abercrombie, Matthew Garrison, Kenny Garrett, John Patitucci, Adam Rogers, Gary Thomas, solo per fare alcuni nomi) – sceglie con coraggio di misurarsi con le trasformazioni, spesso radicali e imprevedibili, che l’informatica ha indotto nella nostra quotidianità, nel nostro spazio-tempo percettivo e, ovviamente, anche nell’intuizione e nell’espressione artistiche.

Logorythms, il suo nuovo progetto percorso dal brivido dell’azzardo, si presenta come un inaudito neologismo musicale: sono suoni coniugati al futuro anteriore, che si pongono come una tappa “naturale” di un percorso evolutivo inevitabile, teso verso orizzonti estetici nei quali la “poesia ininterrotta” del jazz sappia dialogare con il “mondo digitale” con libertà e senza preconcetti, cercando una nuova grammatica e una nuova sintassi della creatività.

Questo spiega perché Arnold abbia voluto anzitutto abbandonare il concetto di struttura, per sostituirlo con il protagonismo dei tessuti ritmici da una parte e, dall’altra, con una costante, quasi maniacale ricerca di sonorità sofisticate, sempre in equilibrio fra versante elettronico e versante acustico – e senza fare troppe concessioni alle più banali facilities tecnologiche (per essere più precisi, il 95% delle parti ritmiche è stato suonato live e in tempo reale, senza l’ausilio di loops e di programming).

A tutto questo si aggiunge la grande libertà lasciata agli straordinari musicisti che hanno accompagnato con entusiasmo e curiosità l’avventura di Logorythms, cogliendone in pieno lo spirito e regalando un apporto creativo così ricco da superare di fatto la dicotomia fra composizione e improvvisazione. Nessuno di loro ha bisogno di presentazioni, ma la citazione è d’obbligo, non foss’altro che per offrire un’ulteriore indicazione stilistica (l’ambito, come si vede, è quello della più intelligente avanguardia jazzistica contemporanea): Uri Caine e Jason Moran al pianoforte, Gary Thomas e Dave Binney ai sax, Tim Lefebvre, Reggie Washington, Matthew Garrison e Marc Abrams al contrabbasso, Carolyn Leonhart alla voce, fino a due giovani grandi talenti italiani: Stefano Sastro e Daniele Tittarelli, rispettivamente al piano e al sax.

Il risultato è un sorprendente sound urbano, che si serve con sottile ironia tanto delle cosiddette “musiche da discoteca” (come la trance, la techno, la drum&bass) quanto di alcuni riferimenti colti nonché delle avvolgenti atmosfere delle colonne sonore degli anni ’50 e ’60 (per intendersi: da Satie, Bartòk e Debussy a Mancini, Bacharach e Morricone), il tutto manipolato con gusto e misura grazie ad un uso innovativo e spregiudicato dei laptop.

"Sono anni che, a New York e nel mondo, cerco negli scaffali un disco che mescoli il jazz contemporaneo con la musica dance che senti nelle discoteche o club", spiega Arnold. "Il fatto che la dance sia una musica fatta per ballare non significa che debba essere considerata una musica artisticamente non valida. È comunque una musica che ci appartiene, che ci è contemporanea. E poi, anche il jazz era una musica da ballo. Adesso viene preso troppo sul serio, ma questo non significa che non può essere reso attuale anche grazie a contaminazioni coraggiose”.

Concepito in Italia e suonato a New York, Logorythms è un esempio unico di Jazz in progress, che non solo riesce a mostrare musicalmente come si possa “pensare localmente e agire globalmente”, ma sa anche rendere omaggio allo spirito più profondo del jazz, a quella spinta inesauribile – propria della libertà e dell’apertura all’“altro” e al “nuovo” – che ne costituisce la tradizione e ne spiega il successo, la durata e la fedeltà al nostro fianco: transito infinito oltre i bordi di due secoli, e più – come noi, per sempre transitorî.

1. Punishment Square 7:17

2. Impressionist Techno 4:17

3. Metropolitan Techno 4:20

4. Access Denied 3:17

5. Interval 1 2:35

6. Nu House 6:29

7. Techno 2 3:40

8. Static 3:01

9. The Second Thing 2:12

10. Slow Motion 4:30

11. The Evolution Theory 5:15

12. Interval 2 1:40

13. Interval dB 2:00

14. Delirium 3:55

 

All compositions by John Arnold

Produced by John B. Arnold and Look Studio

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