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Azzurro mediterraneo

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La Banda SPMT. è da sempre (1977), interessata a raccogliere e proporre musica di generi diversi e di diversa provenienza, ma dopo un recente viaggio a Gerusalemme, ospite del Consolato Italiano, si è accentuato il suo desiderio di contribuire ad un processo di pace attraverso lo studio e la diffusione di brani di diverse tradizioni culturali
Da allora la Banda nei suoi concerti affianca ad un bel pezzo della tradizione ebraica un brano di provenienza islamica, perchè vorrebbe che fossero in pace quei popoli. Potrà sembrare ingenuo, maè un sentimento sincero di tutti i bandisti. Anche suonare con musicisti Rom nel progetto Romusigagè del Comune di Roma ha lasciato un'impronta, non solo musicale, nella storia della Banda.
Il fugace incontro con la Balcanica Kocani Orchestra per un improvvisato quanto memorabile concerto in piazza a Testaccio, fatto di botta e risposta tra i due organici, ha appassionato bandisti e pubblico.

Insomma, dopo anni di jazz, musica latina, inni e canti di lotta, si è creata nella banda una tensione positiva verso altra musica e quindi verso altre culture, anche e specialmente verso quelle che artificiosamente ci vengono presentate come contrapposte.

Azzurro Mediterraneo, che dà il nome al progetto, è un bel brano scritto da Raffaele Cassa, tubista della banda e valente compositore/arrangiatore vincitore di diversi premi (Barga, Sassari); Silverio Cortesi (il direttore), ha arrangiato Poune ta chronia: brano tradizionale di origine greca che, dopo un’introduzione in 4/4 passa ad un 6+3/8. Molti dei brani proposti hanno suddivisioni ritmiche poco "squadrate" tipiche di altre culture e poco diffuse nella musica occidentale.

Altro brano originale di Raffaele Cassa è Laun & Ddas, costruito a partire da un motivo tradizionale per launeddas, gli arcaici strumenti di canna ancora oggi diffusi in Sardegna. Nel brano è inserito lo spazio per un assolo del sassofonista Sandro Satta che, sempre in assolo, legherà tra loro diversi brani.. Altro ospite importante del progetto è Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso), che interpreta Cançao do mar, brano portoghese portato al successo molti anni fa da Amalia Rodriguez e recentemente da Dulce Pontes; in questa versione, curata da Giulio Quadrino, il cantante e la banda sono adagiati su una traccia audio preparata elettronicamente.

Shroq we ghrob è un brano di Samira Said, una cantante nata in Marocco ma che ottiene enormi successi in Egitto e in tutto il mondo arabo, contiene alternanze di strofe melodiche tipiche della musica mediorientale miracolosamente arrangiate da Silvero Cortesi per una banda!

Hava Nagila è un brano molto conosciuto della musica ebraica arrangiato con un travolgente finale in crescendo da Silverio Cortesi (che ha arrangiato la maggior parte dei pezzi).

Un brano macedone è Pic as scritto da MiKi Pankovic che partecipa anche alla registrazione insieme a Marian Serban, musicisti con i quali la banda ha collaborato nel progetto Romusigagè del Comune di Roma e con il quale spera di aver contribuito al dialogo interculturale proponendo affiancate, ai bambini delle scuole elementari, la musica rom e quella popolare italiana.

La raccolta contiene anche El gato montes, un paso doble spagnolo degli inizi del ‘900. El gato montes è un felino di montagna e forse poco mediterraneo, ma c’è tutta la Spagna in quel brano e questa non poteva mancare in un omaggio al Mediterraneo.

All’arie, all’arie è una passione lucana raccolta da Giovanna Marini e qui riproposta dalla banda insieme alla Marini stessa e al suo coro. E’ forte l’impatto emotivo quando, dalle onde di un mare che evoca un porto mediterraneo e sul quale è appena calata la voce misteriosa di Francesco di Giacomo si avverte l’avanzare, come da un vicolo, di una processione arcaica e solenne che passa per venire di nuovo inghiottita nelle viscere della città. "All’arie all’arie" tratto dallo spettacolo "Fogli volanti" per banda e coro che viene proposto con crescente successo da molti anni sulle piazze e nei teatri italiani (ma anche in Francia e Svizzera).

Ma le frontiere della banda non vogliono fermarsi al Mediterraneo e un brano rompe anche quel confine per preparare, chissà, l’avventura successiva intorno al mondo: con Bhangra tripper Giulio Quadrino fonde una incalzante melodia e un ostinato ritmo di derivazione indopakistana con un frammento di un brano dei Beatles (che di contaminazioni cominciarono ad interessarsi dai tempi di Magical Misteery Tour 1967).

Per finire, la banda è sempre la banda e tra ritmi balcanici e orientali emerge anche la tradizione tipicamente italiana del "canzoniere" con un bel pezzo di Paolo Conte arrangiato da Raffaele Cassa: "Bartali", che sembra fatto apposta per essere suonato da una banda.


1) Shrooq we Ghrob

2) Hava Nagila/Verso l'azzurro

3) Azzurro Mediterraneo

4) Dov'è il tempo?/Poune ta Chronia

5) Canção do mar

6) All'arie all'arie

7) Pik as

8) Bhangra tripper

9) Laun & ddas

10) Bartali


Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio diretta da Silverio Cortesi

Special guests:

Coro Inni e Canti di Lotta della SPMT

Francesco Di Giacomo

Neboisha "Ghinga" Giorgevic

Giovanna Marini

Miki Paunkovic

Sandro Satta

Marian Serban

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