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Danzare la vita. Commuovere. Muovere insieme le coscienze. Catalizzare. Concentrare l’attenzione sull’essenziale. Attraverso il divertimento – la diversione – imparare ad ascoltare e a conoscere la diversità intesa come valore e come ricchezza. A riconoscersi nella differenza.

Per la musica, tutto questo – più che un programma etico – è, insieme, una vocazione connaturata e un destino ineluttabile. Avviene, e basta, grazie all’immediatezza e all’universalità del linguaggio dei suoni; ma, nel dare accesso a un tempo "altro" e a luoghi lontanissimi, fisici e mentali, crea di fatto l’avvenire, il mondo aperto della possibilità e della speranza.

Ancora di più, quando – come in questo caso – l’impegno e la denuncia divengono un fatto programmatico – per una "giusta causa", come si dice, e senza perdere di vista gli effetti.

Gli artisti che hanno aderito con entusiasmo a questa iniziativa provengono da luoghi molto distanti, anche per cultura e tradizioni, musicali e non, ma sono accomunati dalla sensibilità profonda per i problemi dei tanti (troppi) Sud del Mondo, in molti casi vissuti sulla propria pelle e affrontati in prima persona.

Qui Capo Verde, Brasile, Senegal, Colombia, Costa d’Avorio, Zimbabwe, Burkina Faso, Sudafrica e Congo, insieme a Italia e Francia, fanno sentire la propria voce più autentica, in un coro di generi e stili che va dalla morna di Cesaria Evora e Teofilo Chantre al reggae trasversale di Tiken Jah Fakoly e Tribo de Jah, passando per la festosa latinità centroamericana di Totó La Momposina, il raggamuffin occitanico e "ribelle" dei Massilia Sound System, gli intrecci fra suoni moderni e tradizioni del carnevale del nord-est brasiliano di Lenine, le contaminazioni rap di Fernanda Abreu e MV Bill, la rivisitazione della rumba congolese di Faya Tess e Lokua Kanza, le trascinanti euritmie roots di El Hadj N’Diaye, Oliver Mtukudzi e Africa South – senza dimenticare i contributi italiani di Agricantus, Fabrizio De André ed Ennio Morricone, poetici, delicati e riflessivi, nonché la sorpresa finale di un intenso dialogo fra Beppe Grillo e Alex Zanotelli, trascinante quanto una bella canzone.

Così, per un’ora e più, viaggiamo su una rotta sghemba, impensabile per qualsiasi tour operator. Noi, invece, con la bussola al rovescio – puntata a Sud – seguiamo il tracciato praticabile dell’utopia concreta, il luogo geometrico della speranza e della volontà.

 

1) Teofilo Chantre & Cesaria Evora (Cape Verde)
" Quem pode" 4’35"

2) El Hadj N’ Diaye (Senegal)
" Boor-yl" 5’04

3) Fabrizio De Andrè (Italia)
"Anime salve" 5’48"

4) Fernanda Abreu & MV Bill (Brazil)
"Tudo vale a pena" 4’17"

5) Totò la Momposina (Colombia)
"Cosas pa’ pensar" 3’25"

6) Agricantus (Italia)
"Hawa" 5’18"

7) Tikeri Jah Fakoly (Ivory Coast) & Tribo de Jah (Brazil) "Baba" 5’02"

8) Zêdess (Burkina Faso)
"Cadeau empoisonné" (Poisoned chalice) 4’30"

9) Oliver Mtukudzi (Zimbabwe)
"Murimi munhu" 5’32"

10) Massilia Sound System (France , Occitania)
"Osca Sankara" 2’42"

11) Africa South (South Africa)
"The Third World cries everyday" 6’14"

12) Lenine (Brazil)
"Rosebud" (previously unreleased version) 4’23"

13) Faya Tess & Lokua Kanza (Congo)
"Bana" 3’44"

14) Ennio Morricone (Italia)
"The Mission" 2’13"

15) Bonus Track

Dialogo tra Beppe Grillo e Alex Zanotelli

"Il Nord e il Sud del mondo"

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